Chiesa dell' Annunziata  
     
 

  La storia di questo tempio è legata ad alcune nobili famiglie ruffanesi.
Anzitutto ai Riccio, che la edificarono nel XVII secolo, adattandone l'impianto su una omonima cappella anteriore, di rito greco.
Estintasi sul finire del '600 la famiglia dei Riccio, la Cappella passò, per parentela e per testamento, ai Giangreco, i quali la ornarono subito di un quadro, raffigurante la scena dell'Annunciazione (1699).
Un secolo dopo, ai primi dell'800, la proprietà della Cappella passò ai Pizzolante-Leuzzi, imparentati con i Giangreco, che proprio in quel torno di tempo cessarono anch'essi di esistere in Ruffano. I nuovi proprietari trasformano l'interno e l'esterno dell'edificio, secondo lo stile del tempo (neoclassico). Si devono al mecenatismo di don Pasquale II Leuzzi:

L'organo a canne.
Il doppio coro ligneo (unico in questa foggia nella diocesi di Ugento).
Il pavimento e l'altare di marmo.
La facciata esterna.
La piazza antistante la cappella.

Don Pasquale II Leuzzi "con atto del 12 luglio 1815 per Notar Francesco Pedaci fu Carlo, da Taurisano, acquisì in permuta dalla sua matrigna donna Francesca Balsamo vedova Leuzzi un comprensorio di case antistante la Cappella affinché fosse abbattuto nel corso di due mesi, volendo il Sig. Leuzzi apportare un maggiore lustro alla detta Cappella col formare un piazzale dove si trova il detto comprensorio di case".
Intorno al 1920 Giuseppe Pizzolante-Leuzzi, per fissare memoria di tale proprietà, fece collocare su 3 dei 4 spigoli del piazzale, altrettante "finite", recanti il proprio monogramma G.P.L. Ancor oggi l'incantevole piazzetta è oralmente identificata dai residenti del centro storico come Piazzetta Giuseppe Pizzolante-Leuzzi.
Il rito è, nella chiesa cattolica, l'insieme delle usanze liturgiche o disciplinari, riconosciute e praticate dai credenti di una vasta area geografica e culturale, [principali riti della chiesa cattolica sono: latino (il nostro), greco, ambrosiano, armeno, copto.
In ogni rito si cristallizzano differenze che toccano aspetti formali (abiti, cerimonie, arredi sacri), ma anche aspetti vocazionali, come il celibato ecclesiastico. E'infatti noto che i preti cattolici di rito greco (da non confondere con gli ortodossi) si possono sposare, a differenza dei nostri, di rito Ialino, tenuti al rispetto del celibato.

Arch. Francesco Pizzolante-Leuzzi
Don Rocco Zocco

Tratto da "Pizzica, che festa! San Rocco 2003", di Don Rocco Zocco, Tipografia "A.Inguscio", Ruffano, 2003.

 

 
     
 
Vedute esterne della Chiesa dell'Annunziata
 
     
 
 
Foto DomusDei
   
 
   
 
     
 
     
 
     
     

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