Chiesa di San Francesco da Paola  
     
 

     Chi abbia dimestichezza con la ricerca nel campo della storia, dell'arte e dell'ambiente sa che è quanto mai difficile trovare un paese del Basso Salento che non abbia praticato o non pratichi il culto per S. Francesco di Paola, quando addirittura non l'abbia eletto patrono della propria città (Otranto, Gagliano del Capo). Il dilagare di questo culto, oggi purtroppo quasi desueto, è dovuto al carisma del Santo di Paola, che con i suoi miracoli ha meravigliato il mondo.
     Si pensi al miracolo della traversata dello Stretto di Messina a bordo del suo mantello, utilizzato a mo' di vela, donde il titolo di protettore dei naviganti; si pensi al miracolo di Otranto quando ne predisse con precisione la caduta sotto iTurchi nel tragico 1480, per cui è divenuto protettore della città martire insieme con gli ottocento decapitati sul colle della Minerva, dove oggi sorge un tempio a lui dedicato. Si pensi ai miracoli alla corte di Luigi XI di Francia, dove si era trasferito e dove visse amato e rispettato per 24 anni sotto i sovrani Luigi XI, Carlo Vili, Luigi XII e durante la reggenza di Anna di Beaujen, primogenita di Luigi XI, di qui il titolo di Santo dei Nobili.

     E la nobiltà salentina del Sei e Settecento accolse devota la sua immagine, tenendo in casa un quadro o una statuina in cartapesta sotto campana di vetro. E proprio all'alba del settecento risale la costruzione in Ruffano della cappella sulla cui facciata si staglia la figura lapidea del taumaturgo di Paola, voluta dall'arciprete del tempo don Antonio d'Alessandro che nello stesso periodo (1706 - 1712) si occupava anche della fabbrica della chiesa matrice dedicata alla "Natività della Beata Maria Vergine" opera del capo-mastro martanese Valerio Margoleo.
     Quella cappella voluta dall'arciprete d'Alessandro divenne poi l'oratorio privato del paolotto Francesco Saverio d'Urso che fu vescovo di Ugento dal 20 marzo 1825 all'8 aprile 1826, ed i cui resti mortali, di recente esumati e poi conservati nello stesso cenotafìo, si trovano nella chiesa matrice di Ruffano.
     Oggi la proprietà di quella cappella tanto piccola quanto prestigiosa, carica di storia e di ricordi, è della famiglia Pizzolante - Leuzzi.
     Parabita conserva invece la più prestigiosa iconografìa del santo, che risale al Cinquecento: due tele nella cappella del Sacramento della ducentesca chiesa parrocchiale "S. Giovanni Battista" e una statua lapidea di grandi dimensioni, risalenti all'epoca del barone Pirro Castriota Granai, duca diTricase.
     Ma la città dove il culto per il Santo calabrese è molto sentito è Gallipoli, tanto che i gallipolini lo chiamano semplicemente "Santu Padre", venerato in quella splendida chiesa che guarda il porto di Gallipoli, con a fianco il vecchio convento dei frati Paolotti, oggi in rovina. Alla devozione per "lu Santu Padre", i gallipolini aggiungono poi quella per "la Santa Madre", S.Teresa d'Avila, carmelitana scalza, il cui tempio nel centro storico di Gallipoli ti smaga tra ori e stucchi, in un caleidoscopio di colori, di fumi d'incenso e di melodie d'organo.

     Portatemi in camera da letto il quadro "te lu vecchiareddu meu", disse l'anziana nobildonna.
     Cosa che prontamente fu fatta, sistemando il quadro sulla parete di fronte al letto.
Sul quale donna Francesca Pio si spense a 102 anni!
     Era devotissima del Santo di Paola, ed ultima discendente di un'antica famiglia del patriziato ruffanese.

Aldo de Bernart

Tratto da "In margine al V centenario - 1507 = 2 aprile = 2007 - della morte di S. Francesco di Paola", di Aldo de Bernart, Tip. Inguscio e De Vitis, Ruffano 2007.

 
     
  Cappella di San Francesco da Paola  
     
 

La piccola cappella, dedicata al Santo eremita di Paola (Calabria), si affaccia sulla omonima piazza. Solo il campaniletto e la statuina del Titolare tradiscono con fatica la natura sacra del piccolo edificio, che a molti Ruffanesi è persino sconosciuto, nonostante la sua centralinissima ubicazione.
Data di fabbricazione del sacello è il 1709, per volere dell'Arciprete del tempo, don Antonio D'Alessandro, peraltro in quegli anni impegnato nel rifacimento totale della Chiesa Madre di Ruffano.
All'interno della Cappella sono degni di nota:

  1. Un S. Francesco ligneo, del '700.
  2. Un pavimento maiolicato, del '700. La cappellina appartiene oggi ai Signori Pizzolante-Leuzzi.
 
     
 

La devozione dei salentini al Santo di Paola è, ai nostri giorni, quasi del tutto estinta. Resiste, a Gagliano del Capo, una fiera che ha luogo, alcuni giorni dopo Pasqua, intorno all'ex Convento dei Minimi, oggi custodito dai Trinitari. Ma, a giudicare dalle numerosissime immagini presenti in tutta la provincia di Lecce, la venerazione, soprattutto nel'600 e nel'700, doveva essere alle stelle. Quale il motivo di tale riguardo?
San Francesco da Paola (1416-1507) è patrono (ultimamente insieme ai Beati Martiri) di Otranto. Fu scelto dalla Città perché ne previde il martirio del 1480, ad opera dei Turchi. Questa circostanza lo espose all'ammirazione di tutti i Salentini, ancora sconcertati dalla recente barbarie, nella quale ottocento cristiani avevano dato prova di fedeltà a Cristo e alla Chiesa.

Don Rocco Zocco

Tratto da "Pizzica, che festa! San Rocco 2003", di Don Rocco Zocco, Tipografia "A.Inguscio", Ruffano, 2003.

 

 
     
 
Vedute esterne della Chiesa di San Francesco da Paola
 
     
 
 
Foto DomusDei
 
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