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Pietro Marti (Ruffano, 15.6.1863 - Lecce, 18.4.1933). Pietro Luigi, è questo il nome imposto al fonte battesimale nella chiesa matrice "Natività" in Ruffano; resta quasi subito orfano del padre, Pietro, che, ormai sessantenne, l'ha visto nascere e ne ha con gioia denunciata la nascita, avvenuta in una casa della campagna ruffanese.
Solerte usciere presso la locale pretura, manca, con la sua morte, il sostegno all'intera famiglia e tocca alla madre, Elena Manco, contadina quarantanovenne, proseguire la difficile opera di educazione del nostro, avvenuta tra mille ristrettezze di natura economica.
Pietro Luigi riesce tuttavia a studiare, a costo d'innumerevoli sacrifici familiari e personali, conseguendo la Patente di maestro elementare, attività che svolge a Ruffano, in base ad una prima nomina da parte dell'Amministrazione comunale cittadina; poi, per ripicche di quella, ricorsi e sentenze del Consiglio di Stato, si sposta nel nord della Penisola, a Cornacchie.
Nella sua città natale dunque, non riesce a vivere un rapporto sereno con gli amministratori, dai quali anzi, nel luglio del 1883, si vede sospendere l'erogazione dello stipendio «per essersi allontanato dalla residenza pria della chiusura delie scuole» (33). Con un dettagliato ricorso il Marti eccepisce che il provvedimento di sospensione degli emolumenti, in armonia con i tanti pareri del Consiglio di Stato non può essere adottato che dalla sola autorità giudiziaria. Ma il sindaco facente funzione Giuseppe Santaloia, autorizzato dal consiglio comunale ad intentare giudizio contro di lui, nomina a tale scopo l'avvocato Ferdinando Potenza a procedere contro il docente ''assenteista", sulla base della motivazione secondo cui «tale trasgressione è considerata una mancata locazione d'opera e fatta con pregiudizio degli interessi della scolaresca...».
Lasciata la città natale ed una ancor breve attività d'insegnamento, in cui insegna lettere, storia e arte, si dedica al giornalismo, fondando e dirigendo diverse testate, quali la "La Voce del Salento", "Arte e Storia", il "Corriere Neritino", ecc.".
Per oltre un ventennio raccoglie intorno a sé molti giovani artisti salentini, che si prodiga di far conoscere al grande pubblico, mediante l'allestimento di Biennali d'Arte leccesi.
Diventa ispettore onorario dei Monumenti e Scavi per la Provincia di Lecce e Direttore della Biblioteca Provinciale "Nicola Bernardini".
Oltre alla multiforme attività accennata, piace in questa sede ricordare l'amore per la sua terra che il Marti conserva indelebile nel suo cuore, come si evince anche, in maniera inconfondibile, insieme all'ammirazione per il grande scultore Bortone, nello scriverne, nel 1931, la biografia (34). Egli così s'esprime in quell'interessante opuscolo: «La prima volta che mi occorse avvicinarlo di persona fu nel settembre del 1893 e provai il gaudio e l'illusione di trovare un fratello non ancora veduto, tanto avevo appreso ad amare quell'uomo, che nato con me sotto lo stesso lembo di cielo, in Ruffano, aveva saputo attingere le altitudini della gloria più pura e circondare d'invidiato prestigio il villaggio natale...» (35). Il Marti, dopo aver in quell'autunno ammirato con il grande maestro l'"Ippocrate". piccola statua in marmo posta nel palazzo Tamborino a Lecce, afferma che «l'incanto disparve. Egli (il Bortone), tornò a ragionare con le ombre proprie dei grandi artefici toscani: io, abbandonate le amare ed infeconde lotte del giornalismo locale tornai all'insegnamento ...» (36). Queste le parole del Marti, che sottolineano le difficoltà incontrate sulla difficile strada della nobile arte dell'insegnamento nonché di quella non meno faticosa dell'esperienza giornalistica.
Presso la Biblioteca Provinciale di Lecce si conservano circa 40 opere di carattere storico-letterario, tra cui tre libri sulla Origine e fortuna della Cultura Salentina, Don Liborio Romano e la caduta dei Borboni, Antonio Bortone, ecc.
Pubblica un romanzo (uscito a puntate), letto con interesse dai lettori del quotidiano leccese "L'Azione Pugliese".
Ermanno Inguscio
Tratto da "La Civica Amministrazione di Ruffano 1861-1999" di Ermanno Inguscio, Congedo Editore, Galatina 1999. |
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